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Il Comune di Caserta già dall’inizio degli anni duemila era salito alla ribalta delle cronache nazionali per l’incredibile numero di multe elevate ai cittadini casertani grazie ai traffiphot, ovvero quegli infernali dispositivi applicati sui semafori che consentivano l’immediata contravvenzione a chi fosse passato con il rosso.

Questa l’intenzione. La realtà fu invece che si accertò che la durata del segnale giallo non era pari ai dovuti 5-6 secondi ma bensì ridotta illegalmente ai 3,5 -3,9 secondi. Questa semplice riduzione di tempo costò ai cittadini casertani un numero incredibile di multe. Oltre a ciò la beffa perché le sanzioni inflitte erano per il 70% incassate non dal Comune ma dalle società che avevano installato gli infernali dispositivi.

Dopo molti esposti presentati dal Codacons Caserta e centinaia di migliaia di multe elevate, il Comune di Caserta, onde evitare processi penali così come accaduto per altri 14 Comuni della Provincia, ha disinserito i traffiphot.

Sembrava che potesse iniziare un nuovo corso, una nuova trasparenza nei rapporti tra il Comune ed i cittadini ed invece l’Ente se ne è inventata un’altra: VARCO ATTIVO – VARCO NON ATTIVO. Tale dizione non è presente nel codice della strada. Si tratta di una formula ambigua per indurre in errore il cittadino ed elevargli una salata contravvenzione pari a € 80,00. Questa volta il Comune di Caserta non è l’inventore di questa ennesima truffa ai cittadini in quanto ha copiato da altri Comuni quali quelli di Roma, Gaeta, Perugia etc. Tanti sono i cittadini che si sono rivolti alla nostra associazione per far rilevare l’inganno ricevuto. È chiaro che leggendo la scritta VARCO ATTIVO - VARCO NON ATTIVO qualunque persona di media intelligenza o come cita il codice, qualunque “buon padre di famiglia” ritenga che il passaggio della propria autovetture nella ztl sia legittimo. Invece no, l’inganno è clamoroso ed è l’ennesimo torto che noi casertani ci ritroviamo a sopportare.

Caro Sindaco Del Gaudio, ci appelliamo al Suo buon senso ed alla Sua invocazione alla trasparenza degli atti amministrativi che ha lanciato nella campagna elettorale che l’ha vista eletto affinché:

A) Modifichi la dizione sostituendo “VARCO ATTIVO - VARCO NON ATTIVO” con una dizione conforme al codice della strada;

B) Evidenzi, così come in tutti i varchi delle ztl presenti nel 99% delle città d’Italia con cartelloni alti almeno un metro, posti in luoghi visibili, l’esistenza della ztl e del suo regolamento.

Siamo certi che il nostro Sindaco interverrà al più presto e non ci farà ripercorrere i tempi bui trascorsi durante i quali il Comune di Caserta risultò al primo posto in Italia per contravvenzioni elevate.

CASELLO CASERTA SUD: UN’ESTORSIONE DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA SPA AI DANNI DEI CITTADINI CASERTANI

Sono 20 anni che inspiegabilmente senza alcun diritto Autostrade per l’ Italia spa chiede il pagamento del pedaggio agli automobilisti per il tratto autostradale Caserta Sud - Napoli attualmente d’ importo €.1.50. In pratica l’automobilista entra nella rampa di Caserta sud paga il pedaggio autostradale dopodiché si trova nel raccordo senza aver percorso neanche un metro di autostrada!!!!

Questa assurdità determina numerosi interrogativi:

1) Per il tratto Capua – Caserta sud di 14 Km si paga €.1,00 l’Autostrade per l’Italia spa e invece l’automobilista che entra al casello Caserta sud paga l’importo €.1.50 senza percorrere neanche un metro di autostrada;

2) Quelli che provengono da Pomigliano - Villa Literno a distanza di  2 km dalla barriera Caserta sud, utilizzano questo tratto senza pagare nulla.

Tale problematica riguarda centinaia di lavoratori casertani e napoletani. Nessun politico tuttavia si è mai interessato alla vicenda. Per lo scrivente è invece motivo di continua battaglia. Si è, infatti,  proposto giudizio dinanzi al GdP di Marcianise per l’eliminazione di tale richiesta di pedaggio.

La citazione partiva dal presupposto che la richiesta di Autostrade per l’Italia spa è illegittima perché si tratta di un percorso che se intrapreso da altre immissioni non è soggetto a pagamento. C’è un altro dato assurdo ovvero che il pagamento autostradale è commisurato alla percorrenza chilometrica secondo le tabelle autostradali. In questo caso la percorrenza è pari a 0 ma la richiesta è paragonabile ad una percorrenza di oltre 25 Km.

Tale richiesta di pedaggio risulta del tutto ingiustificata anche in considerazione del fatto che la successiva immissione sul raccordo è lo svincolo per l'Asse di Supporto Pomigliano - Villa Literno (SS 7 bis), per il quale non è applicato alcun pedaggio né in entrata né in uscita, così come per tutti gli altri svincoli fino alla Tangenziale di Napoli ovvero all’immissione sull’autostrada A3 Napoli - Salerno.

Tale situazione ha come risultato di  penalizzare e discriminare tutti gli utenti che, non essendo pratici della zona, non conoscono la possibilità di immettersi gratuitamente sul suddetto tratto stradale ed in particolar modo i cittadini della provincia di Caserta, spregio dell’art. 3 Cost., che stabilisce invero l’eguaglianza di tutti i cittadini, nonché dei più elementari principi ordinamentali che sanciscono la pari dignità dei cittadini nell’utilizzo dei servizi pubblici e di pubblica utilità.

L’aggravio di questa circostanza è determinato dal fatto che tra le indicazioni segnaletiche presenti sulla viabilità ordinaria nei pressi dello svincolo di Caserta Sud non vi è alcun riferimento alla possibilità di immettersi sul raccordo autostradale solo pochi chilometri oltre e senza la necessità di pagare l’ingiusto balzello.

Infatti, pochi chilometri oltre il casello di Caserta Sud vi è la possibilità, utilizzando l’asse di supporto SS 7 bis nei pressi di Caivano, di intraprendere l’interconnessione  gratuitamente. Tale mancanza di segnaletica, sicuramente imputabile ai vari enti gestori della viabilità ordinaria ma di cui beneficia sicuramente Autostrade, nega la possibilità ai cittadini casertani, non del tutto pratici della zona compresa tra Marcianise e Caivano, di usufruire gratuitamente del raccordo. Ancora occorre sottolineare che gli altri due raccordi autostradali presenti in Campania ovvero il raccordo Salerno-Avellino e il raccordo A16-Benevento sono percorribili gratuitamente indipendentemente dal punto di ingresso o di uscita. Iniziato quindi il giudizio autostrade per l’Italia spa si è costituita dichiarando di vantare leggi ministeriale e titoli di proprietà a sostegno della richiesta di pedaggio.

Incredibilmente il Gdp di Marcianise ha approvato in pieno la posizione di Autostrade per l’Italia spa rigettando la richiesta attorea. La vicenda incredibile è che tutti i titoli di proprietà e le leggi dello Stato invocati da Autostrade per l’Italia spa non sono stati depositati in giudizio né è stato possibile reperirli in quanto non esistono. Vane sono state tutte le richieste istruttorie presentate in giudizio per poter leggere la documentazione. Il risultato invece è stato il rigetto della domanda e la compensazione delle spese legali. Questo giudizio ha tuttavia portato ad un miglioramento per i cittadini provenienti da Napoli finalmente è comparso, in corrispondenza dell’uscita Pomigliano – Villa Literno, un cartello che indica il percorso da seguire per evitare l’ingiusto pedaggio.

Un piccolo successo a favore di coloro che percorrono il tratto Napoli – Caserta.

Il Codacons Caserta non si arrende e presenterà ad ottobre altra citazione sperando questa volta di ottenere l’abolizione dell’ingiusta gabella.

Una sollecitazione infine ai nostri politici completamente assenti dal nostro territorio che finalmente si interessino di una questione che seppur di importo irrisorio incide in maniera rilevante sulle tasche dei cittadini casertani.

Poste Italiane spa, buoni fruttiferi ed interessi decurtati: il Codacons Caserta continua l’operazione delle somme illegittimamente sottratte

Come già comunicato più volte ai consumatori delle provincia, il Codacons Caserta da circa tre anni difende i titolari di buoni fruttiferi postali acquistati dal 1979 al 1986 che all’atto del rimborso si sono visti decurtati di circa metà della somma dovuta per interessi. Chi ha acquistato un buono di lire 1.000.000 invece di percepire interessi di importo di lire 34.659.000 pari ad 17.900,00 euro si sono visti rimborsare 10.000,00 euro in meno.

Il Codacons Caserta, ispirandosi alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite che ha stabilito che gli interessi devono essere conteggiati in base a quanto stampato sul retro del buono in possesso del sottoscrittore, ed altre pochissime associazioni in Italia, è riuscito a suon di citazioni a costringere Poste Italiane Spa ad un tavolo di risoluzione bonaria. Perché affermiamo a suon di citazioni? Perché in Italia il consumatore non è tutelato. La maggior parte delle associazioni continua a seguire percorsi transattivi di cui beneficiano solo i vertici delle grandi associazioni.

In Italia l’unico modo per essere ascoltati è proporre giudizi. Avvisiamo i tanti consumatori che negli ultimi 5 anni hanno riscosso la somma decurtata del 50% degli interessi a venire presso la sede di Caserta per vedere riconosciuti i propri diritti ovvero incassare il 50% che Poste Italiane Spa non ha versato sulla base di false interpretazioni. Per coloro che hanno i buoni in scadenza il consiglio è di incassarli, conservarne copia e presentare subito atto di citazione. Sono infatti, oltre 100.000 i buoni fruttiferi incassati con la riduzione del 50% degli interessi. Il convincimento è che la somma da restituire è colossale e che solo a chi presenta atto di citazione verrà rimborsato, come accade per questioni similari.

Pertanto si avvisano i consumatori di non far decorrere i tempi di prescrizione e di venire presso la sede del Codacons Caserta per controllare se in base alla serie scritta sul retro, timbro ed anno di emissione esistano i presupposti per attivare azione giudiziaria.

 

Il 3 giugno dello scorso anno il Codacons Caserta, fra i primi in Italia iniziò la propria campagna “Fai il tagliando ai tuoi mutui, conti correnti etc.”. Questa iniziativa nasceva dalla sentenza della Cassazione che finalmente fissava dei punti ben precisi per definire usuraio l’interesse applicato dalle banche. Infatti la Corte suprema  indicava che al TAG fossero conteggiati e sommati anche interessi moratori, anatocismo, spese di assicurazioni e quanto altro previsto o non previsto contrattualmente. In pratica il Codacons Caserta ha verificato che il 90% dei contratti stipulati in Italia sono usurai. Tantissime sono state le persone venute presso la sede per far controllare i propri contratti e per molte sono già iniziate le procedure giudiziarie. A chi conviene far cause alle banche per interessi usurai?

A)     In modo particolare a chi è in difficoltà nei pagamenti onde poter presentare domanda riconvenzionale qualora la banca richieda restituzione delle somme erogate per mancato pagamento delle rate di mutuo o finanziamento;

B)      Conviene a chi è in regola con i pagamenti del contratto di mutuo in quanto può attraverso questa azione giudiziaria rideterminare il tasso degli interessi o addirittura eliminare gli interessi dal pagamento annuale;

C)      Conviene sempre alle imprese che hanno contratto di mutuo di elevati importi e che ora data la crisi a pagare.

La vicenda dei tassi di interessi e del comportamento scorretto delle banche che ha fatto eco anche grazie a famose trasmissioni quali “Le Iene” e “Striscia la notizia” ha visto molte associazioni di consumatori e società private pronte ad iniziare battaglie legali nei confronti degli istituti di credito. Il vero problema però sono i costi soprattutto della relazione tecnica da esibire in giudizio. A nord i costi variano dai € 5.000,00 agli € 8.000,00; al sud tale costo si aggira intorno ai € 2.000,00 . Si tratta di costi troppo elevati a cui vanno aggiunti i costi delle spese giudiziali. A tal riguardo c’è da sottolineare che se un perito guadagna per la sua relazione € 2.000,00 certamente è già soddisfatto di quanto ricevuto e quindi è poco coinvolto nelle vicende giudiziarie successive.

Il Codacons Caserta invece è riuscito attraverso un Pool di giovani commercialisti ad ottenere un costo per la relazione peritale di € 800,00 per cui chi si reca al Codacons Caserta in 10 giorni avrà gratuitamente un dettaglio preliminare delle somme che può recuperare e 20 giorni la perizia a costi minimi. Inoltre il consulente assisterà il consumatore quale CTP consulente tecnico di parte, in tutto il giudizio senza altri esborsi. Il guadagno dell’Associazione sarà sugli importi netti ricavati a fine giudizio.

La trasparenza ed i costi più bassi e la professionalità assoluta fanno sì che il Codacons Caserta sia all’avanguardia in Italia per questo tipo di giudizi.

Sperando che con questa azione si ponga un freno al dominio incontrastato che le banche hanno sul governo italiano e sugli organi legislativi, dobbiamo credere che tutti insieme possiamo riequilibrare il rapporto tra banche e cittadino visto che questo squilibrio ha causato la situazione di bancarotta che ha coinvolto tutto il popolo italiano.

AZIONE LEGALE PER STORNO E/O RIMBORSO IMPORTI RICHIESTI DA SOCIETA' PER ATTIVAZIONE SERVIZI TELEFONICI CON CONSENSO VOCALE

A seguito di attivazione di servizi telefonici "Voce e ADSL" con consenso vocale prestato dall'utente/consumatore, Tizio -nonostante MAI abbia sottoscritto alcun contratto telefonico con la società Gamma per acquisto di prodotti e/o servizi della stessa - riceveva presso la propria abitazione la proposta di contratto (da sottoscrivere e spedire alla società: Tizio MAI ha sottoscritto e spedito la predetta proposta di contratto) e fatture con richieste di pagamento per SERVIZI MAI RICHIESTI ED USUFRUITI.

La delibera AGCOM (che ha valore vincolante per gli operatori ) parla chiaro circa gli obblighi da rispettare nella comunicazione di offerta di sottoscrizione di servizi tramite telefono:"L'Autorità ha stabilito che il modulo firmato ha validità ai fini dell'attivazione dei servizi richiesti dall'utente e della risoluzione delle controversie; pertanto, l'operatore è tenuto ad attendere la ricezione del modulo firmato prima di dar seguito alla richiesta di attivazione dell'utente."

Nel caso di specie non vi è utente della società Gamma nè accordo o contratto con cui una delle parti contraenti abbia dato assenso: onde è inesistente per assenza di accordo.

La società è stata ritenuta colpevole per aver posto in essere una pratica commerciale sleale, nonchè per aver assunto un atteggiamento omissivo nel controllo dei propri operatori e funzionari addetti alle vendite ed emissione di fatture e Tizio ha ottenuto lo storno e /o il rimborso degli importi richiesti dalla società per l'attivazione dei predetti servizi telefonici e risarcimento pari ad € 250,00.

Ormai è appurato che la quasi totalità delle banche applica sui conti correnti interessi usurai. Fino a qualche anno fa il cittadino aveva paura di proporre azione giudiziaria alla propria banca temendo revoca dei fidi, mutui etc. Da orami 5 anni si sono appurate con sentenza le illegalità delle banche che subito provvedono a pagare le somme illegalmente sottratte.

Il Codacons Caserta ha ottenuto per tanti consumatori la restituzione di questi importi. Occorre solo una piccola spesa per la redazione di un’apposita perizia.

C’è da considerare che in 10 anni su mutui, fidi etc. le cifre sottratte possono superare i €150.000,00, come già accaduto, ed in virtù del fatto che il sistema bancario è praticamente interdetto ai cittadini, non c’è da temere alcuna ritorsione.

Pertanto vieni al Codacons Caserta e fai il tagliando a tutti i tuoi conti correnti ed a tutti i contratti bancari degli ultimi 10 anni. Occorre chiaramente che la documentazione sia completa. Se non ne sei ancora in possesso, inizia a richiederla alla tua banca

IL CODACONS CASERTA DICHIARA GUERRA AGLI ENTI  PUBBLICI CHE SPRECANO E LAPIDANO DENARO NELLA PROVINCIA DI CASERTA

Il Codacons Caserta è tra le poche associazioni consumatori in Italia, così come riconosciuto dalle stesse grandi società erogatrici di servizi, che sa leggere ed a contestare le fatture di telefonia, gas, luce e acqua e verificare così la legittimità degli importi pagati. Le centinaia di rimborsi ottenuti negli ultimi 5 anni a favore di famiglie ed imprese dimostrano che ogni consumatore paga illegittimamente in fattura dal 10% al 20% in più rispetto a quanto dovuto.

Sulla base di questa esperienza maturata sul campo l’avvocato Maurizio Gallicola responsabile del Codacons Caserta, ha inviato nel maggio 2013 ai Comuni una singolare proposta, unica in Italia, di consulenza gratuita per verificare i costi delle Amministrazioni Comunali pagati negli ultimi 10 anni sulle fatturazioni dei servizi ricevuti. Considerando che tutti i Comuni in Italia vivono momenti economici drammatici e non sono in grado di assicurare ai cittadini nemmeno gli elementari servizi soprattutto nella provincia di Caserta, si è data agli Enti locali una grande opportunità per :

a)      recuperare denaro indebitamente versato;

b)      regolarizzare questi contratti secondo legge nel futuro.

Insomma si trattava dell’occasione per realizzare una piccola spending review.

Ebbene nessun Comune ha risposto. C’è allora una considerazione da fare. Gli Enti Pubblici sono governati da funzionari e politici che non hanno assolutamente a cuore le sorti della propria città e dei propri cittadini ma occupano poltrone e percepiscono lauti stipendi solo per risolvere problemi personali. Tutto questo lo riscontriamo quotidianamente da oltre 10 anni. Purtroppo per loro ora la gente è stanca, depressa e senza soldi perciò conviene cambiare atteggiamento.

Il Codacons Caserta dichiara guerra a tali comportamenti e annuncia che denuncerà penalmente e si costituirà parte civile nei confronti di tutti gli Enti che sperperano i nostri soldi.

Si invitano pertanto i cittadini ad indicare gli sprechi di loro conoscenza. Alle denunce pensiamo noi!

Accade spesso nella vita di ogni consumatore di cambiare operatore sia per quanto concerne l’erogazione del servizio elettrico o del gas, sia per la fornitura di servizi telefonici o altro.

In ogni prima fattura prevista dal contratto gli operatori addebitano il deposito cauzionale di un importo pari in alcuni casi ad € 60,00 ma che può arrivare, nei contratti di tipo affari, anche alla cifra di € 150,00. Ebbene qualora un consumatore sia in regola con i pagamenti e decida di cambiare operatore gli è dovuta la restituzione del deposito cauzionale. Ciò non avviene mai. È da evidenziare che in tale ipotesi oltre alla restituzione dell’importo è dovuto un indennizzo nel caso in cui tale restituzione non sia effettuata. È possibile calcolare che se negli ultimi 10 anni ciascuna famiglia o impresa ha cambiato almeno 5 volte operatore di uno qualunque dei servizi elencati, la somma degli indennizzi cui avrebbe diritto ciascuno è pari all’incirca ad € 400,00 per famiglia ed oltre € 700,00 per le imprese..

Il Codacons Caserta invita pertanto tutti i consumatori a controllare i depositi cauzionali versati e non restituiti negli ultimi 10 anni. È importantissimo ricordare che ormai nella vita di ogni individuo e impresa non basta conservare solo le ricevute dei pagamenti effettuati come fa il 90% dei consumatori ma soprattutto le fatture per richiedere la restituzione degli importi illegittimamente versati e per contestare eventuali consumi non effettuati.

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